Fresh!
Fresh! È una parola che nello slang americano non vuol dire solo fresco. Se dici di un bambino: - “he’s fresh!” - vuol dire che hai a che fare con un pargoletto piuttosto sveglio e simpatico, ma anche che hai la sensazione che da grande, il ragazzo, darà da fare a chi vorrà vedersela con lui. Benny e Josh Safdie, nati rispettivamente 24 e 26 anni fa, cresciuti nel Queens, il grazioso quartiere residenziale di New York City, laureati a Boston, e ora in pianta stabile nel cuore di Manhattan…are really fresh! Giovedì 11 giugno il loro nuovo film, Go Get Some Rosemary verrà presentato nella rassegna di Cannes e dintorni, per la sezione Quinzaine des réalisateurs. È successa la stessa cosa l’anno scorso, con il loro film intitolato The Pleasure of Being Robbed, che evidentemente non ha rapito solo il cuore di chi scrive, ma anche di chi ha dato la possibilità ai fratelli di ritornare a Cannes con un nuovo lungometraggio. Lo vedremo insieme. The Pleasure, ora nelle sale francesi, è invece la storia di una ragazza, Eleonore, che ruba, non tanto per interesse, quanto per entrare un attimo nelle vite delle altre persone. Così, in un bar, dentro la borsa di un’ignara, trova le chiavi di un’automobile, esce dal locale e si mette alla ricerca del veicolo. La interrompe Josh, in bicicletta, è da tanto che non si vedono, e subito si offre di aiutarla nella bizzarra ricerca. Trovano l’auto e Josh scopre che Eleonore non sa guidare, il ragazzo allora le dà i primi rudimenti e pian piano, presa la mano, si dirigono verso Boston. Nasce qualcosa, ma niente in realtà, e la ragazza torna verso New York la mattina dopo e, lasciata l’automobile, si fa prendere con le mani nella borsa di una signora, si fa un giro ammanettata allo zoo di Central Park, passa una notte in prigione, fa un sogno strano e la mattina dopo si rimette all’opera in un negozio di dischi per regalarci la canzone del finale. The Pleasure, è una trama semplice da raccontare e un modo di girare che è una cifra già conosciuta, quella che geograficamente è dei fratelli: un underground che è appartenenza, ma anche tradizione. La differenza, ecco, sta nell’intuizione, in una spontaneità che è semplicemente la necessità di raccontare una storia, una solitudine: in questo, The Pleasure, è un film americano, nel suo modo leggero di leggere la vita, diciamo anche giovane, ma di una giovinezza che ha tutto il diritto e la voglia di dire qualcosa. In questo l’America è una terra sorprendente, dove tutto, nel bene e nel male, sembra ancora possibile, anche prendere il cinema come un gioco. E allora, se per gioco fate un giro a New York City, imboccate Broadway e all’altezza di Tribeca cercate il numero 673, vi accoglierà un portiere cinese che vi indicherà la strada della redbucket film production, quarto piano in fondo al corridoio porta rossa, bussate e vi aprirà la faccia di Groucho Marx da giovane e con gli occhi azzurri, è Benny! E dietro di lui ci sarà Joshua che vi porterà sul tetto a farvi ammirare una vista mozzafiato, e poi potrete parlare un po’ di quello che si fa e vi mostreranno il loro ultimo lavoro, e ve ne andrete a casa con i loro film e con la sensazione che tutto è effettivamente possibile solo perché lo state desiderando.
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